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Ascolta la storia di Patrizia, che ogni giorno abbatte il muro della sfiducia e libera i ragazzi del carcere minorile di Airola - Fondazione Angelo Affinita

Ascolta la storia di Patrizia, che ogni giorno abbatte il muro della sfiducia e libera i ragazzi del carcere minorile di Airola

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Prima di ascoltare la testimonianza di Patrizia Flammia, vorrei che pensassi alla sfida più grande che hai dovuto affrontare nella tua vita.

No, non è una perdita di tempo, te lo posso assicurare. A volte è davvero necessario fermarsi un secondo e pensare al proprio percorso. Gli ostacoli, le soddisfazioni e i risultati – vittorie o fallimenti che siano.

Una delle grandi sfide che deve affrontare un imprenditore è senza dubbio quella di iniziare la propria attività. Devi trovare persone che credano in te, che investano sulla tua idea, CHE TI DIANO UNA POSSIBILITÀ.

E certo avrai dato il 100% per guadagnarti quella fiducia. Ti sei fatto in quattro, lavorando giorno e notte per produrre risultati che lasciassero tutti a bocca aperta. Che li spingessero a dire: “vale la pena investire su questa persona”.

È una bellissima sensazione, vero? Avere tutte le carte e poterle giocare ad armi pari con il futuro.

Ma cosa succede quando NESSUNO CREDE IN TE?

Le parole di Patrizia ti portano in un mondo chiuso, dove tanti giovani e giovanissimi stanno scontando una pena detentiva. È il carcere minorile di Airola. Qui tanti ragazzi non hanno mai provato la sensazione di potersi guadagnare la fiducia di qualcuno.

Riesci a immaginare quanto è grande la sfida che devono affrontare? Una volta usciti dal carcere, chi si fiderà di loro? Chi scommetterà su dei giovani ex detenuti? La risposta, purtroppo, la conosci già.

Questo è il motivo principale per cui tanti di questi ragazzi, una volta usciti dal carcere, tornano a delinquere. Gli unici posti in cui vengono accettati sono le strade dello spaccio. Gli unici “datori di lavoro” disposti a farli lavorare sono i criminali.

Il problema è molto serio. Ogni giorno decine di giovani che hanno preso strade sbagliate si ritrovano a non avere altra scelta se non quella di vivere nella violenza. Ragazzini che hanno estremo bisogno di una guida, di qualcuno che gli dia gli strumenti e la forza per cambiare vita.

Ecco perché ti chiedo di ascoltare la testimonianza di Patrizia.

Perché il suo lavoro nel carcere minorile di Airola ha dato speranza a questi ragazzi.

Ti spiego il progetto, in cui la Fondazione Angelo Affinita ha creduto dal primo istante.

Grazie alla collaborazione di alcuni pizzaioli professionisti e docenti di orientamento al lavoro come Patrizia, alcuni giovani detenuti del carcere hanno potuto seguire un corso professionale per pizzaiolo.

Dalla teoria alla pratica, i ragazzi hanno appreso l’arte del fare la pizza, ottenendo un vero e proprio diploma a fine corso.

Da un’idea così semplice come questa, i risultati ottenuti sono stati incredibili. Te ne elenco alcuni:

  • I ragazzi hanno imparato le tecniche di base di una professione molto richiesta sia in Italia, che all’estero
  • Il mestiere di pizzaiolo richiede molta disciplina, sacrifici e passione, valori che i ragazzi hanno imparato durante il corso, e che si porteranno dentro tutta la vita
  • Alcuni fra i diplomati hanno potuto svolgere un periodo di stage presso una pizzeria di Cervinara, un’occasione di vero e proprio reinserimento nel tessuto sociale
  • Gli studenti del corso potranno diventare una risorsa non solo per i ristoranti della zona, ma anche per la promozione della pizza napoletana originale all’estero

Sai questo cosa significa? GIOCARE AD ARMI PARI.

Grazie a questo progetto, i giovani del carcere di Airola hanno avuto la possibilità di dimostrare il loro valore. E ora sanno che, una volta fuori dal carcere, possono fare una scelta diversa.

Questa esperienza per loro non è stata solo un corso professionale. Mettendo letteralmente le mani in pasta, hanno iniziato a credere in loro stessi. E tu sai bene quanto questo sia importante per farcela nella vita.

Come dice Patrizia, questo progetto ha abbattuto un muro.

Il muro della sfiducia.

Anzi, sono due muri! C’è la sfiducia della società nella possibilità di riscatto di questi ragazzi, e c’è la sfiducia dei ragazzi stessi, che ormai non credono più che la loro vita possa cambiare.

Ecco.

Io ti chiedo uno sforzo enorme per fare qualcosa che la maggior parte delle persone reputa impossibile: CAMBIARE LA LORO VITA.

Dai anche tu il tuo contributo per aiutare persone come Patrizia a svolgere il loro prezioso lavoro. I giovani del carcere minorile di Airola hanno solo questa chance. E se la meritano, non credi? Sono poco più che bambini, la loro vita è appena iniziata. E non può essere già persa.

Mi fido di te, Patrizia si fida di te, e anche i ragazzi del carcere minorile di Airola. Se vuoi che anche loro abbiano le possibilità per costruirsi il domani che sognano, AIUTALI ADESSO.

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

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