La risposta più efficace all’aumento delle morti per overdose, per cancellare l’incubo della droga ed aiutare tanti giovani a rinascere

La risposta più efficace all’aumento delle morti per overdose, per cancellare l’incubo della droga ed aiutare tanti giovani a rinascere

Nel silenzio dei media, torna a crescere il numero di morti per overdose. Un segnale che ci chiama ad aumentare i nostri sforzi nei confronti dei giovani finiti in quest’incubo. Grazie alla Comunità Nuovi Orizzonti, e con il tuo sostegno, potremo aiutare tanti ragazzi a ritrovare la propria strada ed a rinascere grazie all’accoglienza ed all’amore

C’è una strage che si consuma nel silenzio dei media.

Una strage di cui l’Italia sta tornando a contare i morti per la prima volta dopo anni in cui il fenomeno sembrava in calo.

Sto parlando delle morti per overdose di eroina, una sostanza che soltanto in Italia ha causato oltre 25.000 decessi dagli anni settanta in poi.

E che ora torna prepotentemente nel nostro quotidiano, facendoci rivivere scene che sembravano ormai un ricordo. Storie di ragazzi e ragazzi morti con una siringa nel braccio nel degrado e nell’abbandono più totale.

Secondo una relazione al Parlamento da parte della Direzione centrale per i servizi antidroga, nel 2017 le morti per overdose avrebbero visto un aumento del +9,7% rispetto all’anno precedente.

Per la prima volta, dopo 17 anni di graduale diminuzione, la curva delle vittime di sostanze stupefacenti è tornata a crescere. E l’eroina è la causa maggiore di questi decessi, insieme ad un’altra voce inquietante: quella dei decessi per sostanze “non identificate”.

Uno scenario che lascia presagire una nuova potenziale strage, visto che aumentano sempre di più i giovani consumatori di queste sostanze.

Dei segnali, insomma, che non possono assolutamente essere ignorati.

Al mondo della droga e delle dipendenze purtroppo si avvicinano ragazzi molto fragili, che andrebbero ascoltati ed aiutati.

Molto spesso si tratta di ragazzi e ragazze con un vissuto difficile alle spalle ma che sicuramente hanno potenzialità enormi e avrebbero bisogno solo di qualcuno che creda in loro per valorizzare i propri talenti e non finire in un tunnel da cui, molto spesso, non si esce vivi.

Ed è proprio per accogliere questi ragazzi che è nata la Comunità Nuovi Orizzonti, un’associazione fondata ben 25 anni fa da Chiara Amirante che, spinta dal desiderio di aiutare gli ultimi, i senza tetto ed i giovani tossicodipendenti, aprì un primo centro d’accoglienza a Roma.

Quel centro fu solo l’inizio di un progetto che ha dato a tanti ragazzi e ragazze quello che più gli mancava: l’amore e l’affetto di qualcuno che pensasse a loro, che li ascoltasse.

Oggi la Comunità Nuovi Orizzonti conta 216 centri di accoglienza in tutto il mondo, 5 Cittadelle Cielo e migliaia di volontari e sostenitori pronti non solo ad accogliere i giovani ma anche a formarli, guidandoli in un percorso di rinascita.

Quanto vale uno di questi giovani? Che valore si può attribuire alla vita anche di uno solo di essi salvato da quell’ultima dose fatale nei sotterranei di una stazione?

Più di tutto l’oro del mondo. Ed è per questo che la Fondazione Angelo Affinita, grazie al sostegno di tanti imprenditori come te, ha deciso di contribuire all’operato della Comunità Nuovi Orizzonti.

Ogni ragazzo rimesso al mondo diventa un esempio positivo per gli altri. E non solo dimostrando che da quel brutto tunnel si può uscire.

I ragazzi e le ragazze che rinascono grazie alla Comunità Nuovi Orizzonti vengono messi in condizione di ritrovare la forza per inseguire i propri sogni attraverso laboratori artistici, percorsi di formazione e un supporto continuo.

Un’iniziativa che non poteva lasciarci indifferenti, soprattutto per due ragioni:

  • niente assistenzialismo: come già detto, tutti i giovani vengono messi in condizione di rialzarsi con le proprie forze e di vincere la lotta alle dipendenze ritrovando la serenità e la dignità che solo il poter restituire valore agli altri possono dare
  • ogni ragazzo “rimesso in piedi” diventa un faro per gli altri ed alimenterà un circolo virtuoso di crescita per tanti altri giovani

Hai notato quante analogie con quello che fai tu ogni giorno? Creare valore per gli altri, essere un esempio per il prossimo e battersi con sacrificio per un futuro migliore sono proprio le caratteristiche di ogni imprenditore illuminato.

Se credi nei giovani e pensi sia importante diffondere lo spirito imprenditoriale di questo nuovo modo di fare beneficenza, sostieni questo progetto insieme a noi della Fondazione Angelo Affinita!

Il tuo gesto sarà importante per questi ragazzi che grazie al tuo contributo potranno contare su qualcuno che li ha a cuore e che vuole per loro un futuro migliore.

Cosa aspetti, allora? Se ogni giorno investi nel lavoro dei giovani che fanno grande la tua attività perché non puntare anche su questo progetto per migliorare il mondo al di fuori della tua azienda?

Entra a far parte del gruppo di imprenditori illuminati che sostengono la Fondazione Angelo Affinita.

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

Vogliamo provare – INSIEME – a fare la differenza? CLICCA QUI.

Si aprirà una pagina dove potrai dare il tuo contributo decisivo per i progetti della Fondazione, scegliere come aiutarci tramite una donazione libera o tramite l’acquisto del libro dedicato ad Angelo.

Se sei un imprenditore, troverai anche l’opportunità di essere contattato direttamente dalla Fondazione e scoprire come fare crescere la tua azienda aiutando il prossimo.

Da luogo di morte a piazza simbolo del riscatto grazie al “Mito del Mammut”. Scopri come i bambini stanno trasformando Scampia (anche grazie al tuo aiuto)

Da luogo di morte a piazza simbolo del riscatto grazie al “Mito del Mammut”. Scopri come i bambini stanno trasformando Scampia (anche grazie al tuo aiuto)

Si può trasformare un luogo di morte, come una piazza di spaccio, nel cuore pulsante della rinascita di un quartiere?
Grazie al Centro Territoriale Mammut ed al tuo sostegno, a Scampia si costruisce un futuro diverso ed i bambini diventano i protagonisti di una grande festa.

C’è un luogo, a Scampia, che per anni è stato un simbolo del degrado e dell’abbandono.

A poca distanza delle tristemente famose Vele, gli edifici che per molto tempo sono stati il fortino dei clan di camorra e teatro delle faide raccontate in serie televisive come Gomorra, sorge infatti una piazza molto particolare.

Una grande piazza in cui, solo qualche anno fa, avremmo fatto fatica a camminare senza imbatterci in siringhe o chiazze di sangue. E che, di fatto, era sottratta al quartiere da venditori di morte senza scrupoli e dalle loro vittime, ragazzi finiti nel giro della droga.

Piazza Giovanni Paolo II era uno spazio abbandonato, da evitare. Soprattutto per i più piccoli.

Ma questa situazione non poteva durare per sempre e, fortunatamente, c’è stato chi ha creduto con forza che la soluzione ai mali di Scampia non sarebbe stata quella di rintanarsi nelle case facendo finta di non vedere quello che accadeva fuori.

Al contrario, bisognava riappropriarsi degli spazi e restituirli proprio ai bambini.

Rimettere i bambini nelle strade, recuperando gli spazi pubblici è stata sin dall’inizio una delle battaglie più importanti sostenute dal Centro Territoriale Mammut, il centro di ricerca e operatività pedagogica che sorge proprio all’interno di piazza Giovanni Paolo II.

Gli amici del Mammut, anche grazie al sostegno della Fondazione Angelo Affinita, portano avanti numerosi progetti di didattica innovativa per i bambini dei quartieri a rischio con risultati straordinari dentro e fuori dalle aule.

Ed i bambini sono protagonisti, ogni anno da dieci anni a questa parte, di una grande festa di quartiere che si tiene proprio in quella piazza che da luogo di morte è diventata una grande aula a cielo aperto.

Lo scorso 22 maggio ben quattrocento bambini provenienti da diverse scuole di Napoli hanno partecipato al Mito del Mammut, un grande gioco teatrale che ha coinvolto volontari, musicisti, maestre, genitori e ha riempito la piazza con colori e scenografie.

Un momento di condivisione e di crescita che ha chiuso un anno di attività portate avanti nelle scuole.

Un’emozione unica per i bambini che si sono ritrovati alle prese come una vera e propria caccia al tesoro durante la quale mettere in mostra la propria creatività.

È questa l’immagine della Scampia del futuro, sempre più lontana da quel passato nefasto per il quartiere grazie all’impegno degli educatori e dei volontari che tramite il gioco insegnano ai bambini in maniera attiva, mescolando condivisione, socializzazione ed apprendimento.

La Fondazione Angelo Affinita ha abbracciato questo progetto ormai da tempo, grazie al sostegno di tanti imprenditori come te che riconoscono l’importanza di luoghi come il Mammut principalmente per due motivi:

  • questi bambini sono i futuri cittadini di un quartiere complicato. Grazie a queste attività possono scoprire una realtà diversa, lontana da quel mondo tetro che gli hanno disegnato intorno. E possono tornare a sognare, diventando i protagonisti di un cambiamento reale che sta riguardando il loro quartiere
  • i ragazzi che frequentano il Centro Mammut e che sono coinvolti nelle varie attività, crescendo diventano spesso volontari ed educatori per i bambini più piccoli, generando una catena di esempi positivi che diventa sempre più esponenziale

La speranza è che il ricordo della Scampia del passato sia offuscato dalla gioia e dalla rinascita di quella di domani.

Insieme stiamo costruendo un modello positivo che col tempo migliorerà la realtà attorno a questi bambini e gli consentirà di costruirsi un futuro sereno con le proprie mani.

E questa è la cosa più gratificante per chi conosce il valore del sacrificio e lotta ogni giorno per raggiungere i propri obiettivi. Proprio come fai tu.

Dacci una mano per far sì che il sogno del Centro Territoriale Mammut e dei bambini di Scampia possa continuare. Dona ora il tuo contributo!

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Perchè fare differenze quando si può fare la differenza? Dalle parole di Papa Francesco, un insegnamento per tutti gli imprenditori

Perchè fare differenze quando si può fare la differenza? Dalle parole di Papa Francesco, un insegnamento per tutti gli imprenditori

Chi fa l’imprenditore si trova spesso a dover risolvere dei problemi.

In alcune giornate, a dire il vero, sembra che quello sia il compito principale di chi fa impresa e deve  fronteggiare numerose questioni provenienti sia dall’interno dell’azienda che dal mondo esterno.

D’altronde, un bravo imprenditore sa benissimo che occuparsi di un problema diverso ogni giorno è un ottimo segnale perché significa che l’azienda è vitale e sta crescendo. E che, paradossalmente, è più rassicurante dover affrontare un problema nuovo che ritrovarsi alle prese, ogni giorno, con la stessa problematica.

Che siano vecchi o nuovi problemi quelli che devi affrontare, venirne a capo è una tua responsabilità. Responsabilità nei confronti dei tuoi dipendenti, dei clienti, dei fornitori. Ma anche nei confronti della tua famiglia e della società.

Persone che si fidano di te, delle tue scelte e delle tue capacità. Una cosa che ti gratifica ed è anche uno degli aspetti più belli di questo lavoro. Ma anche uno dei più gravosi, non credi?

Ieri mi è capitato di leggere delle parole pronunciate qualche giorno fa da Papa Francesco per rispondere alle domande di studenti e docenti del collegio arcivescovile San Carlo di Milano.

Delle parole non rivolte direttamente a degli imprenditori, quindi, ma che sembrano proprio pronunciate per chi fa impresa proprio come te ed ogni giorno si spende per migliorare il mondo che lo circonda un pezzettino alla volta.

Lo spunto gli è stato fornito da uno studente che gli ha posto una domanda sulle guerre che flagellano il mondo. «Se ci sono le guerre nel mondo – ha risposto il Papa – è perché qualcuno vende le armi per ammazzare i bambini, per ammazzare la gente. Non è Dio a fare le differenze, bensì siamo noi a fare le differenze».

Ma il discorso del Santo Padre si è spostato proprio sulla responsabilità sociale che tutti abbiamo nei confronti del prossimo, non solo chi causa o alimenta le guerre e trae profitto dalla sofferenza altrui.

«Per il fatto che vi siano persone che vivono in povertà, bambini affamati e differenze tra la gente? Non è Dio a volerlo, ma le fa anche questo sistema economico ingiusto dove ogni giorno ci sono più o meno ricchi con tanti soldi e tanti poveri senza nulla. Siamo noi con questo sistema economico ingiusto a fare la differenza, a fare che i bambini siano affamati».

Parole dure come pietre che ci ricordano quanto sia importante ogni nostra scelta, ogni nostro gesto quotidiano. E, soprattutto, quanto siano importanti le decisioni prese da un imprenditore come te, che ogni giorno può scegliere di risolvere un problema migliorando la vita di chi gli sta intorno o stare fermo a guardare.

Il compito di un imprenditore è proprio quello di sognare un mondo diverso e migliore, dove un bambino nato nella ricca Europa ed un nato in Africa o in Brasile abbiano le stesse possibilità. Dove tutti possano avere e creare opportunità di sviluppo, di lavoro.

Un mondo dove ci sia non chi “fa differenze” ma chi fa la differenza! 

E questa cosa che alla Fondazione Angelo Affinita la sappiamo benissimo, tanto che abbiamo fatto di queste parole – È l’uomo che fa la differenza – pronunciate da Angelo, un punto cardine del nostro operato. E lo sanno bene anche tutti gli imprenditori come te che ci sostengono ogni giorno facendo sì che bellissimi progetti prendano vita per dare opportunità, dignità e futuro a tante persone in giro per il mondo.

Come i bambini brasiliani che grazie a Padre Renato Chiera della Casa do Menor possono imparare un mestiere e costruirsi un futuro. O le giovani donne sottratte alla schiavitù della prostituzione da Suor Rita Giarretta e che grazie a Casa Rut tornano a fiorire ed a vivere.

Ma anche come i bambini di Scampia, della Sanità e di tante altre periferie in Italia che ritrovano il sorriso grazie a progetti come la Casa dei Cristallini o il Centro Territoriale Mammut. O come i ragazzi che hanno avuto problemi con la droga che possono cominciare una nuova vita nelle tante Comunità Nuovi Orizzonti sparse per il mondo.

Tutti progetti (questi e tanti altri) portati avanti come faresti nella tua azienda, con spirito imprenditoriale e con la volontà di fare la differenza per il prossimo. E non fornendo semplicemente un pasto caldo o un letto alle persone ma amandole e dandogli una seconda opportunità.

Vuoi fare anche tu la differenza per il prossimo? Se senti che la tua responsabilità sociale non si ferma al cancello della tua azienda, entra anche tu nel gruppo di imprenditori illuminati che sostengono i progetti della Fondazione Angelo Affinita.

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[VIDEO] “La perseveranza non basta!” Sognare e raggiungere grandi obiettivi grazie ai tre elementi che Don Davide prende in prestito da Peter Pan

[VIDEO] “La perseveranza non basta!” Sognare e raggiungere grandi obiettivi grazie ai tre elementi che Don Davide prende in prestito da Peter Pan

Cosa ci spinge a sacrificarci per qualcosa e ad inseguire i nostri sogni? Don Davide Banzato risponde parlandoci del suo rapporto con la perseveranza e prende in prestito dalla favola di Peter Pan tre elementi fondamentali per raggiungere i propri obiettivi

Prima di svelarti quali sono i tre elementi che possono fare la differenza nella tua vita e permetterti di affrontare i momenti difficili che la vita ci mette davanti, lasciami condividere con te l’esperienza che questo giovane sacerdote ci ha donato.

Don Davide è l’assistente spirituale della Comunità Nuovi Orizzonti.

Si tratta di un’associazione fondata agli inizi degli anni ’90 da Chiara Amirante che, spinta dal desiderio di aiutare i senza tetto e i giovani tossicodipendenti che gravitavano intorno alla Stazione Termini di Roma, aprì un centro di accoglienza molto speciale, dove per la prima volta, tutti questi ragazzi perduti hanno trovato qualcuno pronto ad ascoltarli.

Davide lasciò casa sua giovanissimo per raggiungere Chiara e seguire il suo esempio. Partì da Padova alla volta di Roma a soli 17 anni e si ritrovò a vivere in una casa con 27 persone accolte in comunità. Si trattava di giovani donne sottratte alla schiavitù della prostituzione, di ex carcerati e di tossicodipendenti.

Iniziò da subito le missioni di strada portando assistenza ed aiuto a ragazzi abbandonati dalla società. Come quella volta che si ritrovò a Centocelle, una periferia difficile di Roma, per evangelizzare i ragazzi al Forte Prenestino, uno degli storici centri sociali della Capitale.

Qui, mentre insieme ad altri volontari ascoltava e si confrontava con i giovani, Don Davide ebbe il suo primo incontro con la perseveranza. Un sacerdote salesiano, infatti, gli disse:

“Bravo Davidino, ma ricorda una cosa: solo chi persevera fino alla fine sarà salvo!”

Parole sagge e sentite, da parte di chi vedeva entusiasmo negli occhi di Davide sapendo che questo va costantemente alimentato per non essere perduto nei momenti di sconforto che sarebbero sicuramente arrivati.

E Davide, peccando della superbia tipica di molti giovani, non diede tanto peso a queste parole che però gli sarebbero tornate molto utili in futuro.

Come quando, ad esempio, riuscì ad aiutare Massimo a sconfiggere la dipendenza dalla cocaina. Questo trentenne di Guidonia aveva aperto un ristorante e stava recuperando i rapporti con la moglie che aveva lasciato anni prima. Ma una mattina, proprio quest’ultima chiamò Davide in preda al panico dopo aver ricevuto un messaggio che sapeva di addio da parte dell’ex marito. Insieme raggiunsero il locale di Massimo ma, purtroppo, lo trovarono impiccato alla porta.

Oppure dopo la sua prima esperienza in Brasile, dove sotto il cocente sole estivo, lui ed altri volontari della Comunità Nuovi Orizzonti si armarono di pala e piccone per costruire case che sarebbero servite ad accogliere decine di bambini bisognosi.

Una gioia immensa, come la delusione che ebbe tornando l’anno successivo e non trovando più nessuno. I bambini erano scappati dal centro ed avevano anche rubato tutto ciò che avrebbero potuto rivendere.

Momenti difficilissimi in cui la perseveranza può abbandonarti. Perchè da sola non basta. Di per sè non è un valore positivo. E allora di cosa si ha bisogno?

“Ci vuole dell’altro. Chiedersi perchè! Perchè lo fai? Per chi? Qual è il tuo obiettivo?”

Perchè se si perde il proprio obiettivo, se non lo si alimenta, qualsiasi ostacolo diventa insormontabile e la perseveranza viene meno di fronte alle prove più dure.

Cosa fare quindi?

A Don Davide piace sognare e ridurre tutto alle favole. E ricorda quella di Peter Pan, che per volare – e SOGNARE – aveva bisogno di tre elementi che possiamo prendere in prestito nella nostra vita di tutti i giorni:

  • Un pensiero felice. Le cose belle, le vere esperienze d’amore sono il motore della nostra vita a cui pensare soprattutto nei momenti di sconforto.
  • Polvere di fata. “Sarebbe facile fare dell’ironia – dice spiritosamente Don Davide – ma intendo la grazia di Dio”. Si può perseverare anche nel male ma per raggiungere grandi obiettivi c’è bisogno di questo grande dono.
  • Bisogna crederci. Non c’è bisogno di aggiungere altro, non trovi?

Quando questi elementi si combinano tutto diventa possibile e dei piccoli miracoli avvengono sotto i nostri occhi.

Come è successo a Mirko, un ragazzo di Trento che il papà aveva iniziato alle droghe e maltrattato sin da bambino. Un padre che nel paese veniva definito “mostro” per aver assassinato una persona. Mirko riusciva a ritagliarsi un attimo di tranquillità solo chiudendosi nello stanzino fingendo di fare il gioco del silenzio. Don Davide l’aveva trovato in overdose per strada, dietro una cartiera abbandonata di Verona. Gli portò la parola di Gesù e gli parlò della possibilità che c’era, anche per lui, di ricominciare a vivere.

Ma Mirko stava tentando il suicidio e non volle saperne. Così gli lasciò un bigliettino con i contatti della Comunità. Una settimana dopo, Mirko venne portato in carcere in seguito ad una rissa e, inspiegabilmente, aveva conservato quel bigliettino e chiese di essere portato a Nuovi Orizzonti.

Iniziarono per lui quattro anni durissimi. Quattro anni di perseveranza che gli hanno permesso di iniziare una nuova vita.

Oggi insieme a sua moglie gestisce tre Comunità con grande impegno, è padre di tre figli e di tanti altri ragazzi che ama come fossero sangue del suo sangue.

Mirko ha messo in piedi anche un’impresa sociale: nel convento dei Cappuccini di Trento gestisce un servizio di catering che dà lavoro e dignità a tanti ragazzi, anch’essi alle prese con la loro nuova vita.

Questi sono i risultati dell’amore e dell’unione dei tre elementi fondamentali per sognare e perseverare. Elementi che sono utili anche a tanti imprenditori che spesso perdono la bussola e che Don Davide accoglie nelle sue Comunità. Professionisti come te ma che hanno puntato tutto su un profitto sterile e dannoso, conseguenza di valori sbagliati. Magari tralasciando la famiglia, gli affetti e persino se stessi.

Imprenditori che non sanno più chi sono, dove vanno… ma che tu puoi aiutare a ritrovare la strada facendo la differenza per loro.

Cosa aspetti, quindi? Se ti ha appassionato la storia di Don Davide, entra anche tu nel gruppo di imprenditori illuminati che sostengono i progetti della Fondazione Angelo Affinita.

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Quando imprese, fondazioni e privati fanno rete, nascono progetti straordinari come questo…

Quando imprese, fondazioni e privati fanno rete, nascono progetti straordinari come questo…

“Don Tonì, forse se vi incontravo prima non finivo qui dentro.”

Cosa rispondi a Luigi, questo ragazzo minorenne finito in carcere per camorra? Cresciuto ai margini, senza una guida, senza prospettive che gli mostrassero la bellezza del mondo. Il mondo che si nasconde dietro al muro del cortile di cemento in cui ha passato tutta la vita.

È una domanda spiazzante, che ti ferisce come una freccia scagliata dritta nel cuore. E tu sai di non avere le parole per rispondergli. A meno che…

A meno che non ci sia una via d’uscita da quel carcere. Una via che alcuni imprenditori, insieme a strutture del no-profit, educatori, laici, religiosi e la Regione Campania, hanno aperto poco tempo fa a Napoli.

Ti voglio raccontare di una giornata piena di emozioni, che ha dato il via a un progetto che ha l’obiettivo di dare un futuro a tanti giovani in difficoltà.

Lo scorso 11 febbraio, presso l’Istituto Don Bosco del rione Doganella di Napoli, è nata la Scuola del Fare. Ti spiego subito di cosa si tratta.

La Scuola del Fare è un’iniziativa che ha l’obiettivo di formare giovani dai 13 ai 15 anni nei settori professionali dell’automotive e dei servizi logistici. La partnership con aziende del territorio, fra cui anche SAPA, permetterà agli studenti di svolgere stage formativi e di collegarsi al mondo del lavoro.

I primi 40 alunni inizieranno fra poco le lezioni, che si svolgeranno in aule dove la bellezza, il design e le aree verdi diventano ulteriori spunti di apprendimento. Perché, come ha detto Alessandro Mele, partner dell’iniziativa e amministratore delegato della scuola d’eccellenza Cometa:

Educhiamo anche con la bellezza e il lavoro. Noi pensiamo che nel cuore di ciascuno di noi, come ci ha insegnato il fondatore di Cometa Erasmo Figini, questo desiderio conviva con l’aspirazione alla giustizia. Solo se queste due spinte si coniugano passa il messaggio, ci si forma e le vite cambiano.”

Bellezza e lavoro. Ecco i due punti cardine della Scuola del Fare, che vuole diventare per molti giovani in difficoltà un ponte verso il lavoro, cioè verso la salvezza.

Alla giornata di inaugurazione hanno partecipato i portavoce delle aziende partner, le fondazioni e i privati che hanno sostenuto la Scuola del Fare fin dal principio, garantendole fondi per i primi 3 anni di attività.

Fra questi, Antonio Riva, presidente della Fondazione Riva, che ha sottolineato l’importanza di creare una rete sociale fra le varie realtà, per dare ai giovani un sostegno concreto nella loro crescita:

“La scuola vuole sostenere la crescita professionale e umana di questi ragazzi. Abbiamo messo in rete fondazioni del territorio, scuole, aziende e istituzioni. I Salesiani sono un’eccellenza nella formazione, e i docenti della Scuola del fare sono persone non solo preparate, ma anche spinte da una grande passione e dalla voglia di mettersi in gioco. Vogliamo fare di questa scuola un punto di riferimento per la Campania, non solo per Napoli. Per quanto riguarda invece i partner aziendali, abbiamo privilegiato soprattutto le aziende del territorio, per creare un ponte tra formazione e lavoro”.

Molto commovente è stato anche l’intervento di Don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis per le vittime innocenti delle mafie, che ha raccontato la sua esperienza nelle carceri minorili e ha ricordato a tutti che “non è mai troppo tardi”.

E che ogni persona, soprattutto i minori, ha il diritto di riscattarsi e inseguire i propri sogni.

Angelo Santorsola, Superiore dei Salesiani del Sud, ha inoltre ribadito l’importanza di FARE INSIEME, per essere più forti, per crescere e per dare vita a progetti in grado di sostenere la bellezza dei giovani e valorizzare così un intero territorio.

3 anni sono tutto e niente per un giovane come Luigi. Un giovane che, se avesse avuto la possibilità di frequentare la Scuola del Fare, probabilmente ora non sarebbe in carcere.

Dona il tuo contributo a sostegno di questa iniziativa fondamentale, e dai altri 10, 100, 1000 anni di vita alla Scuola del Fare! Ogni anno di studio, lavoro e bellezza è una porta in più che si spalanca di fronte a Luigi e lo porta lontano.

Via dal carcere, via dall’illegalità, via dalla disperazione.

Angelo Santorsola ha detto: “l’istruzione professionale intercetta le competenze e le capacità dei ragazzi e combatte la dispersione scolastica”. Vuoi aiutarci a rendere tutto questo una realtà per tanti giovani in difficoltà?

Diventa donatore della Fondazione Angelo Affinita! Insieme potremo cambiare la vita di Luigi e FARE LA DIFFERENZA.

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Centinaia di ragazzi hanno ripreso in mano la loro vita grazie a questa associazione!

A volte passiamo accanto alla più grande disperazione senza rendercene conto. Sarà capitato anche a te.

Cammini per strada, sei di fretta e hai mille pensieri per la testa. Ti passa accanto un ragazzo con la testa bassa, le cuffie nelle orecchie e un cappuccio calato sugli occhi. Non sai a cosa pensa.

Inoltre: perché dovrebbe essere importante? Beh, quello che sto per dirti non ti piacerà.

Secondo un rapporto dell’Osservatorio Europeo sulle droghe di inizio 2018, in Italia:

  • Il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma alcolici di frequente
  • Il 19% consuma droghe leggere
  • Il 49% dei giovani tra i 14 e i 19 anni hanno giocato d’azzardo almeno una volta all’anno
  • Si stima che circa 300.000 giovani siano dipendenti da internet
  • Circa 3 milioni di giovani soffrono di disturbi alimentari

Con ogni probabilità, quindi, il ragazzo che hai incrociato per strada vive una qualche forma di dipendenza o di disagio giovanile. Che, come ci dice Don Davide Banzato della Comunità Nuovi Orizzonti, negli anni ha cambiato forma:

“Il mondo delle dipendenze è cambiato molto. I giovani sono sicuramente più fragili, ma hanno grandi potenzialità se qualcuno crede in loro e li aiuta a scoprire i propri talenti e li favorisce con un ambiente vitale positivo. E’ quello che cerchiamo di fare sia nei progetti di prevenzione nelle scuole sia nei centri di ascolto o nelle attività di strada in cui li andiamo a cercare nei luoghi da loro abitati, tra cui anche i social, e soprattutto nelle comunità di accoglienza”.

Facciamo un passo indietro: cos’è la Comunità Nuovi Orizzonti?

Si tratta di un’associazione fondata agli inizi degli anni ’90 da Chiara Amirante. Spinta dal desiderio di aiutare i senza tetto e i giovani tossicodipendenti che gravitavano intorno alla Stazione Termini di Roma, Chiara ha aperto un centro di accoglienza.

Ti chiederai: cosa c’è di tanto speciale?

Come prima cosa, il fatto che per la prima volta tanti ragazzi perduti hanno trovato qualcuno pronto ad ascoltarli.

La Comunità Nuovi Orizzonti basa il suo operato sull’ascolto e sull’insegnare un’arte che purtroppo la società in cui viviamo tende a dimenticare: l’arte di amare.

Con l’aiuto di volontari e sostenitori, oggi Nuovi Orizzonti conta 216 centri di accoglienza, formazione e orientamento, 5 Cittadelle Cielo e 1004 equipe di servizio che aiutano le vittime del disagio giovanile nel loro percorso di rinascita.

Se ripensi ai dati che ti ho descritto poco fa ti renderai conto di una cosa: le nuove generazioni sono sotto scacco.Quindi lo è anche il nostro futuro economico, sociale e culturale.

Ecco perché ti chiedo di mettere le tue capacità di imprenditore e il tuo coraggio a favore della Comunità Nuovi Orizzonti.Come? Insieme ai tanti imprenditori che hanno già fatto questo passo con la Fondazione Angelo Affinita!

La Fondazione Affinita ha scelto di sostenere la Comunità Nuovi Orizzonti per un motivo preciso. Qui i giovani in difficoltà seguono un percorso di rinascita che dà loro gli strumenti con cui ricostruire la propria vita.

Nessuna forma di assistenzialismo, ma progetti educativi, laboratori artistici, corsi di formazione e un costante supporto psicologico e spirituale. Per dare loro la libertà di inseguire i propri sogni!

Quest’anno la Fondazione Affinita, in collaborazione con l’impresa sociale Con i bambini e con la Cittadella Cielo della Comunità Nuovi Orizzonti di Frosinone, inizia un bellissimo progetto educativo e formativo.

Ciak, Si Gira!ha l’obiettivo di combattere l’abbandono scolastico e il disagio giovanile a Frosinone attraverso la collaborazione fra scuole e territorio e la formazione dei giovani ai linguaggi audiovisivi.

Studenti dalla prima alla quarta superiore parteciperanno ad attività formative che insegneranno loro ad abitare la rete in modo responsabile e, perché no, a farne un lavoro quando saranno grandi.  Potranno realizzare format televisivi, imparare tecniche di comunicazione e investire nelle proprie capacità!

Se anche tu pensi che sia importante ascoltare i giovani e dare loro l’opportunità di mettere a frutto il proprio talento, sostieni questo progetto insieme alla Fondazione Angelo Affinita!

Il tuo gesto non solo cambierà la vita di tanti ragazzi, ma sarà fondamentale per CREARE VALORE e mettere in moto un circolo virtuoso di sviluppo e crescita comune.

Lo sai meglio di me: investire nei giovani è il primo passo per assicurare un futuro alla propria azienda.

Oggi ti chiedo di fare lo stesso, ma al di fuori del tuo lavoro. Ti chiedo di donare una parte di quello che già fai a favore di bambini e giovani meno fortunati, a cui è stato rubato il futuro e che hanno il diritto ad una seconda possibilità.

Cosa aspetti? Entra anche tu nel gruppo di imprenditori illuminati che sostengono i progetti della Fondazione Angelo Affinita!

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

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[FOTO] Meeting Annuale Donatori Fondazione Angelo Affinita

Ogni anno cresce il numero di imprenditori che – da tutta Italia – scelgono di partecipare al Meeting Annuale dei Donatori della Fondazione Angelo Affinita. E noi non possiamo che esserne felici e orgogliosi!

Il 17 ottobre scorso, l’Aquapetra Resort di Telese Terme ha accolto una rete di imprenditori decisi a cambiare le carte in tavola nel mondo (e nel modo) della beneficenza in Italia.

Tema dell’incontro: l’accoglienza come strumento di sviluppo e coesione sociale. 

Accogliere significa CREARE VALORE e valorizzare le capacità della persona. Solo così possiamo dare vita a un’economia etica che porta verso il futuro l’intera comunità, nel rispetto dei bisogni e dei sogni di ognuno.

Per tutti i grandi donatori della Fondazione Affinita: appuntamento al prossimo anno!

Per te che stai leggendo queste parole e senti di voler partecipare: diventa anche tu un donatore!

Grazie al tuo contributo potremo cambiare la vita di tante persone in cerca di aiuto con l’istruzione, il sostegno e la formazione professionale.

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

Vogliamo provare – INSIEME – a fare la differenza? CLICCA QUI.

Si aprirà una pagina dove potrai dare il tuo contributo decisivo per i progetti della Fondazione, scegliere come aiutarci tramite una donazione libera o tramite l’acquisto del libro dedicato ad Angelo.

Se sei un imprenditore, troverai anche l’opportunità di essere contattato direttamente dalla Fondazione e scoprire come fare crescere la tua azienda aiutando il prossimo.

[FOTO] Inaugurazione di CasaPane: continuiamo a creare valore!

[FOTO] Inaugurazione di CasaPane: continuiamo a creare valore!

Ecco le foto dell’inaugurazione di CasaPane!

È stata una giornata piena di emozioni. Come succede sempre, quando si vedono i risultati concreti di un lavoro di squadra che funziona.

Lo scorso 2 ottobre Santa Maria a Vico è diventata più ricca.

Dei sorrisi, delle persone e dei sogni di un’impresa sociale davvero speciale, che dà un futuro alle persone partendo da una cosa semplice come il pane.

Se non hai ancora sentito parlare di CasaPane, ecco di cosa si tratta.

CasaPane è una bakery solidale.

Una panetteria – ma anche caffetteria, punto vendita di prodotti locali, spazio culturale e di co-working – gestita da donne che, grazie al progetto della Fondazione Angelo Affinita, hanno trovato una via d’uscita alla disoccupazione.

Il lavoro è partito diversi mesi fa.

Le donne coinvolte nel progetto hanno frequentato un corso di formazione professionale suddiviso in questi moduli:

  • Tecniche di panificazione e pizzeria
  • Utilizzo degli alimenti e conoscenza delle materie prime
  • Tecniche di vendita e di mercato
  • Sistema di controllo degli alimenti e sicurezza igienica (HCCP)
  • Conservazione e lavorazione degli alimenti
  • Primo soccorso e antincendio

Grazie all’aiuto di imprenditori, aziende e donatori amici della Fondazione, il locale ha iniziato a prendere forma, per diventare il bellissimo spazio che vedi in queste foto!

CasaPane incarna perfettamente i valori della Fondazione Angelo Affinita: creare valore, investire nel talento delle persone e FARE LA DIFFERENZA.

Ma cosa significa, nel concreto, fare la differenza?

Ti faccio un esempio pratico.

Immagina di avere un campo arido, senza coltivazioni, lasciato all’incuria. Immagina di avere in mano un sacchetto pieno di semi.

Quei semi, lasciati nel sacchetto, non potranno fare molto per trasformare il campo in un terreno verde e rigoglioso.

Il loro potenziale verrà sprecato.

Ma cosa succede se pianti i semi e dai loro acqua e humus?

Nel tempo cresceranno, diventeranno piante, e nel corso della loro vita renderanno il terreno sempre più fertile.

Fare la differenza significa piantare i semi e dar loro ciò di cui hanno bisogno per sviluppare il proprio potenziale.

Il progetto di CasaPane è un seme che può cambiare il volto di un intero territorio segnato dalla forte disoccupazione e dal degrado.

Non solo ha creato nuovi posti di lavoro, ma è anche diventato uno strumento di valorizzazione dei buonissimi prodotti locali!

Fra le pareti di CasaPane si sviluppano idee, si crea valore e si dà vita a un volano di crescita economica e sociale davvero virtuoso.

Ora la domanda che ti pongo è una sola: vuoi entrare anche tu a far parte di questo progetto?

Il TUO AIUTO  è davvero fondamentale per sostenere questa bakery solidale e dare a chi ha bisogno di aiuto l’opportunità di valorizzare il proprio talento e metterlo in pratica, anche in favore della crescita di un’intera comunità.

Le immagini dell’inaugurazione dicono tutto!

C’è energia, c’è gioia, c’è il profumo di cose buone, fatte con cura.

SOSTIENI ANCHE TU CASAPANE!

Insieme alla Fondazione Angelo Affinita potrai aiutare tante persone ad avere un futuro grazie a un’impresa sociale che mette in atto una vera rivoluzione!

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Casapane: apre a Santa Maria a Vico un’impresa sociale che sa di rinascita e speranza

Casapane: apre a Santa Maria a Vico un’impresa sociale che sa di rinascita e speranza

Ho una bellissima notizia da darti: le imprese sociali stanno cambiando l’economia italiana.

Ancora meglio. Le imprese sociali come quella di cui ti parlerò oggi stanno trasformando il tessuto sociale, dando alle persone più svantaggiate l’opportunità di valorizzare il proprio talento.

Martedì 2 ottobre sarà una  giornata di GIOIA VERA, perché nel Comune di Santa Maria a Vico nascerà Casapane.

Un progetto sociale che si pone l’obiettivo di creare occupazione in un territorio in difficoltà e spesso dimenticato dalle istituzioni, attraverso una bakery house senza scopo di lucro.

Ecco un dato che ti farà rimanere a bocca aperta (e non in modo positivo): in Italia solo il 46,1% delle donne ha un lavoro. E nelle regioni del Mezzogiorno le donne occupate sono meno di un terzo (30,5%).

Il motivo principale è che mancano le opportunità, soprattutto per le categorie più deboli, in cui rientrano anche i giovani in condizioni sociali ed economiche difficili.

Casapane è nata per iniziare ad affrontare questo problema con un progetto concreto, dove la rinascita sociale avviene attraverso il lavoro.

Come imprenditore, sai bene quanto sia importante questo aspetto nella vita di una persona.

Nessuna forma di assistenzialismo è in grado di dare a chi soffre la vera libertà e la possibilità di vedere valorizzate le proprie capacità. L’indipendenza economica è un obiettivo a cui mirare sempre per aiutare davvero una persona.

Da anni la Fondazione Angelo Affinita sostiene progetti che cambiano la vita di bambini e giovani in condizioni sociali ed economiche svantaggiate attraverso l’educazione e la formazione professionale.

Casapane si pone lo stesso obiettivo, dando a donne disoccupate e giovani in difficoltà l’opportunità di intraprendere un percorso professionale di crescita e sviluppo personale. Una via di rinascita, appunto, che fa il bene di tutto il territorio.

Questo accade per un motivo preciso: tutti i prodotti da forno confezionati nel laboratorio di Casa Pane sono artigianali e a filiera corta.

Le materie prime utilizzate sono quelle del territorio e dei piccoli produttori, che in questo modo vedono valorizzato e riconosciuto il proprio lavoro.

La sede di Casapane si trova in Via Nazionale Appia nel Comune di Santa Maria a Vico, e prevede tre aree diverse:

  • Il laboratorio, dove vengono creati artigianalmente pane, biscotti, pizze, pasta fresca e altri prodotti da forno
  • Il punto vendita, un luogo di incontro e di scambio fra le lavoratrici e il pubblico, dove vengono venduti i prodotti della bakery, ma anche quelli delle aziende locali (marmellate, conserve, olio e vino)
  • La caffetteria, che si presta sia a spazio di co-working, che ad attività culturali, incontri e caffè letterario

Se tutto questo ti sembra troppo bello per essere vero, non crederai a quello che ti sto per dire!

Le persone che sono entrate nel progetto di questa bakery solidale non hanno solo la possibilità di lavorare, ma anche di seguire gratuitamente un corso professionalizzante di alto livello.

Il lavoro nel laboratorio, infatti, è solo la seconda tappa di un progetto che parte con una formazione che include:

  • Tecniche di panificazione e pizzeria
  • Utilizzo degli alimenti e conoscenza delle materie prime
  • Tecniche di vendita e di mercato
  • Sistema di controllo degli alimenti e sicurezza igienica (HCCP)
  • Conservazione e lavorazione degli alimenti
  • Primo soccorso e antincendio

Perché sostenere un progetto come Casapane è il modo più incisivo e diretto per cambiare l’economia italiana?

Non è solo un gesto di solidarietà, ma un’azione che porta con sé moltissimi benefici e una possibilità di crescita che va ben oltre il territorio di Santa Maria a Vico o la vita delle persone coinvolte direttamente.

Se sostieni Casapane, il tuo aiuto si trasformerà in un volano di sviluppo economico che interessa tutta la società e porta vantaggi anche alla tua azienda.

Solo se creiamo opportunità di lavoro e di formazione, infatti, possiamo sperare di cambiare le cose, affinché tutti possano avere la possibilità di seguire i propri sogni e valorizzare il proprio talento.

Gli imprenditori che hanno creduto in questo progetto hanno già fatto la loro scelta, e ora Casapane è una bellissima realtà.

Una casa che sa di accoglienza, protezione e rinnovo. Un luogo dove, grazie all’amore e all’aiuto disinteressato, giovani e donne in difficoltà stanno camminando verso una vita diversa.

Questo è il tuo momento per fare una scelta.

DONA OGGI UN CONTRIBUTO A SOSTEGNO DI CASAPANE!

Con il tuo aiuto la Fondazione Affinita potrà far crescere questo progetto, aiutando tante persone a rinascere tramite attività di recupero sociale e formazione professionale.

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Suor Rita Giaretta sul Sole24Ore: “Bisogna operare bene il bene”

Suor Rita Giaretta sul Sole24Ore: “Bisogna operare bene il bene”

Posso darti un consiglio? Spendi dieci minuti per leggere questa storia, perché ti regalerà grande gioia.

Poco tempo fa è uscita una bellissima intervista (la puoi trovare QUI) a Suor Rita Giaretta sul Sole24Ore.

Suor Rita ha raccontato della sua esperienza in Casa Rut, che da ventitré anni lotta contro la tratta degli esseri umani a Caserta. Un luogo difficile, certo, che però nel tempo è diventato la casa di Suor Rita e, insieme a lei, delle giovani migranti che ha salvato dalla strada.

Le parole di Suor Rita sono forti e piene di verità:

“ Queste ragazze non sono ‘poverine’. La logica delle ‘poverine’ non funziona e va rifiutata. L’assistenza psicologica e materiale pura e semplice crea dipendenza e fissa per sempre una condizione di minorità. Queste ragazze vanno sorrette, accudite e amate. E vanno aiutate a costruirsi una identità e a trovare un lavoro. Solo così troveranno un posto nel Mondo”.

L’aspetto che caratterizza Suor Rita più di ogni altro è che non si limita alle parole, ma agisce.

Non solo ha fondato Casa Rut, che negli anni ha salvato 500 ragazze dalla prostituzione e ha visto nascere 80 bambini, ma ha dato a queste giovani un’opportunità concreta di lavoro.

La Cooperativa NewHope è nata con l’obiettivo di dare alle ospiti di Casa Rut una formazione professionale spendibile nel mondo del lavoro.

Qual è il modo migliore per rimettere insieme i pezzi di vite spezzate dal dolore? Ricucire. Nel cuore e nei fatti, con ago e filo.

La Cooperativa NewHope è un laboratorio di sartoria artigianale in cui le giovani migranti imparano un’arte antica che unisce la tradizione italiana con le stoffe colorate della loro terra: l’Africa.

Spiega Suor Rita:

“Prendere i pezzi, armonizzarne i colori e cucirli è un lavoro, ma è anche una metafora delle loro vite che vanno ricomposte e rammendate”.

Quelle di Faith, Blessing, Sara e delle altre “tessitrici di nuove speranze”, come ama chiamarle Suor Rita, sono vite passate attraverso l’inferno della schiavitù.

La tratta degli esseri umani è il male del nostro tempo, come ha detto Papa Francesco, ed è un fenomeno in continua crescita.

Le giovani migranti vengono attratte in Italia da false promesse di lavoro, che si trasformano in violenze, abusi e sfruttamento non appena raggiungo le coste italiane.

Incarcerate dai cosiddetti “debiti di viaggio”, sono costrette a vendere il proprio corpo sulle strade delle periferie d’Italia per ripagarli. Ovviamente, con gli interessi.

Il coraggio di Suor Rita è stato quello di uscire, parlare con loro e accoglierle in un luogo che le protegge, ma che soprattutto offre loro una possibilità concreta di RINASCERE.

Negli ultimi anni la Cooperativa NewHope ha aperto un negozio a Caserta e ha partecipato a tantissimi progetti in collaborazione con vari istituti scolastici e con associazioni come BEAWARENOW.

Blessing Okoeidon, una delle ospiti di Casa Rut, ha scritto il bellissimo libro Il coraggio della libertà, e ha ricevuto la nomina di “Hero” dal Segretario di Stato USA Mike Pompeo, in occasione della presentazione del Trafficking in Persons Report.

Questi sono i risultati di “un bene fatto bene”, cioè con organizzazione e spirito imprenditoriale. Questo è il tipo di aiuto che dura nel tempo.

È una bella storia, vero? Ma ne ho un’altra da raccontarti, ed è questa.

Nell’articolo si parla anche di una ragazza americana, Elena.

Ti farà piacere sapere che Elena è una giovane studentessa di flussi migratori giunta dagli States grazie a una borsa di studio estiva. Nei mesi scorsi è stata ospite di Casa Rut e ha potuto studiare e toccare con mano i frutti del lavoro di Suor Rita e delle sarte di NewHope.

Il bello è che Elena ha potuto conoscere NewHope grazie alla Fondazione Affinita!

Una delle donatrici della Fondazione ha portato in America a sua figlia i prodotti confezionati dalle giovani sarte, Elena se ne è innamorata e ha deciso di mettersi in contatto con Casa Rut.

Il risultato di questa esperienza sarà una tesi di studio proprio sulla Cooperativa, che metterà sicuramente in luce la sua unicità e il potenziale delle imprese solidali.

Storie come questa rendono davvero orgogliosi di far parte della Fondazione Affinita!

I progetti che sosteniamo grazie a persone come te parlano da soli, attraverso gli incredibili risultati che raggiungono.

La Cooperativa NewHope è un seme di speranza per le vittime della tratta della prostituzione. È il bene fatto bene, con progettualità e coraggio.

Oggi puoi portare questo coraggio nella tua vita!

Cogli l’occasione e diventa anche tu un donatore della Fondazione Angelo Affinita!

Le giovani migranti di NewHope e Casa Rut hanno bisogno del tuo aiuto per continuare a costruire il loro futuro.

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CIAK, SI GIRA! Il nuovo progetto che salva i giovani dalla povertà educativa

CIAK, SI GIRA! Il nuovo progetto che salva i giovani dalla povertà educativa

Tutti pronti per una notizia bomba?

La Fondazione Angelo Affinita ha raggiunto un altro grande risultato, che dimostra la qualità dei progetti e delle persone che si spendono per realizzarli.

Ecco qualche indizio sul progetto:

  1. ha a che fare con un’iniziativa di cofinanziamento indetta dalla Fondazione CON IL SUD
  2. rientra nel Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile
  3. ci sono in ballo due bellissime realtà: l’impresa sociale Con i Bambini e la Comunità Nuovi Orizzonti

Ora non resta che unire i punti! Ed ecco la storia.

La Fondazione Angelo Affinita è arrivata seconda nella graduatoria di un’iniziativa di cofinanziamento indetta dalla Fondazione CON IL SUD, grazie a un progetto di grande valore.

Questo progetto, insieme agli altri in gara, ha l’obiettivo di combattere la povertà educativa minorile attraverso attività di recupero, educazione e formazione.

Andiamo in scena? Sì!

Il progetto presentato dalla Fondazione Affinita si chiama CIAK, SI GIRA!, perché vuole mettere in scena un nuovo futuro per i giovani.

Se non conosci la situazione scolastica di questa città, questi dati ti lasceranno senza parole:

  • nell’ultimo anno si è registrato un aumento annuo del +13% di episodi di bullismo e microcriminalità minorile.
  • Dal 2008 il tasso di abbandono della città da parte dei giovani ha raggiunto l’11,59%
  • Il tasso di dispersione scolastica negli istituti di istruzione secondaria raggiunge il 15%

Nel concreto, questi dati descrivono una situazione davvero allarmante, dove scuola e territorio non comunicano.

I giovani sono vittime di una grave povertà educativa, mancano gli spazi di aggregazione e spesso non hanno figure di sostegno da seguire, sia a scuola, che in famiglia.

In altre parole, mancano le opportunità di studio, di formazione professionale e soprattutto di crescere in un ambiente stimolante e protetto.

Sai qual è il motivo principale di tutto questo?

È molto facile dare la colpa solo alla scuola, o solo alle istituzioni assenti o ai genitori che non si occupano dei propri figli.

La verità è che manca il SENSO DI RESPONSABILITÀ condiviso dell’intera comunità verso i propri bambini e giovani.

Ecco perché la Fondazione Affinita ha deciso di presentare un progetto che coinvolge scuole, famiglie, istituzioni e realtà associative su tutto il territorio!

Perché i giovani sono responsabilità di tutta la comunità educante, che li può sostenere in modo da non lasciare nessuno da solo. Nessuna famiglia e nessun bambino.

Ma come funziona nel concreto il progetto CIAK, SI GIRA?

Innanzi tutto, questo progetto coinvolge giovani dagli 11 ai 17 anni a forte rischio di abbandono scolastico. L’obiettivo è quello di creare dei veri e propri presidi educativi e formativi su tutto il territorio cittadino.

E ti spiego come:

  1. Organizzando momenti di formazione per tutta la comunità educante, dagli istituti scolastici, alle famiglie
  2. Organizzando momenti di formazione rivolti ai giovani, per aiutarli a conoscere loro stessi, le loro emozioni e capacità
  3. Dando vita a workshop sulle nuove tecnologie della comunicazione, e in particolare a un vero e proprio studio televisivo!
  4. Mettendo in onda, come conclusione del progetto, un format televisivo creato dai ragazzi per i giovani, che verrà trasmesso sul web e sulle emittenti locali

Il progetto CIAK, SI GIRA! è nato anche grazie al sostegno della Cittadella Cielo di Frosinone, il villaggio solidale della Comunità Nuovi Orizzonti.

È proprio qui, infatti, che i ragazzi potranno ritrovarsi e lavorare nello studio televisivo a fianco di veri professionisti.

Questo progetto non solo offre ai giovani un nuovo spazio di aggregazione. È una via d’uscita alla mancanza di speranza e di obiettivi che spesso accompagna la povertà educativa.

Grazie a CIAK, SI GIRA! tanti giovani vittime delle varie forme del disagio giovanile potranno imparare nozioni che in futuro potranno diventare un vero e proprio mestiere.

Potranno passare del tempo creando qualcosa di bello e positivo. Potranno vedere una realtà diversa, dove cultura e impegno portano a frutti che è bello cogliere insieme!

La Fondazione Affinita è davvero orgogliosa di questo nuovo progetto! E del fatto che, grazie a imprenditori come te, sia stato possibile entrare a far parte di un gruppo di fondazioni e imprese sociali che lottano contro la povertà educativa.

È una lotta importante, che possiamo vincere solo INSIEME a persone coraggiose, che decidono di fare la differenza rimboccandosi le maniche.

Il senso di responsabilità a volte può diventare un peso.

Ma essere responsabili di questi ragazzi e fare qualcosa per loro, qualcosa di davvero importante, regala una GIOIA IMMENSA e tanta leggerezza.

Vuoi sostenerli anche tu insieme alla Fondazione Affinita?

Dona il tuo contributo a favore del progetto CIAK, SI GIRA! E mettiamo in scena il futuro dei giovani di Frosinone!

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La Cooperativa NewHope impegnata in progetti di alta moda

La Cooperativa NewHope impegnata in progetti di alta moda

Sono passati due mesi dall’ultima incredibile avventura delle giovani sarte della Cooperativa NewHope, e ancora si sente l’emozione nell’aria.

Dopo anni di difficoltà dove mancava tutto – materiali, fondi, spazio e sostegno – la Cooperativa oggi è una realtà che funziona al 100%.

Questo per due motivi.

Il primo è l’aiuto incessante da parte di tante persone che hanno creduto e credono tuttora nel valore di questo progetto. E fra queste, ci sono anche i donatori della Fondazione Angelo Affinita.

Il secondo è il talento di queste giovani donne.

Un talento sbocciato nel dolore più sordo, quello che non dà voce a nessuna speranza e che chiude la mente all’idea di una vita diversa.

Migranti. Una sola parola per aprire la voragine dei mesi di viaggio, degli abusi, delle lacrime nel lasciare la propria famiglia a un futuro incerto.

Migranti che rischiano la propria vita per darne una migliore ai propri cari. Bambine, giovani donne costrette a qualsiasi tipo di umiliazione nella loro odissea verso la terra promessa: l’Italia.

E una volta arrivate, un nuovo inferno che le aspetta. Quello della tratta degli esseri umani, della prostituzione e degli abusi costanti.

Come può sbocciare un fiore in mezzo al cemento più arido?

Le Suore Orsoline di Casa Rut hanno fatto sbocciare tanti fiori grazie all’amore, all’ascolto, all’accoglienza e soprattutto grazie al lavoro.

La Cooperativa NewHope è nata con l’obiettivo di ampliare il servizio di accoglienza di Casa Rut con un seme di vera libertà: la formazione professionale.

Suor Rita Giaretta, fondatrice di Casa Rut, ha espresso chiaramente il suo pensiero: “senza lavoro, non c’è vera libertà”.

Così nel 2004 NewHope ha aperto le porte alle giovani migranti ospiti di Casa Rut, per dare loro una formazione nel settore della sartoria artigianale.

Da quel primo anno, la Cooperativa è cresciuta in un modo incredibile ed è diventata un’impresa sociale a tutti gli effetti. Una realtà solidale che sta portando la sua influenza positiva non solo a Caserta, ma in tutto il paese.

Ad esempio:

  • Blessing, una delle ospiti di Casa Rut, ha pubblicato il libro Il coraggio della libertà ed è attiva nella lotta contro la tratta. Ha ricevuto un premio per il suo impegno dalla ex Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, e ha partecipato al sinodo dei giovani con Papa Francesco.
  • La Cooperativa ha aperto un vero e proprio negozio a Caserta, un punto vendita che è anche diventato punto d’incontro per il quartiere
  • Le giovani sarte hanno partecipato a vari corsi di sartoria, fra cui quello in collaborazione con l’istituto professionale Scuola La Tecnica di Napoli, finanziato dalla Fondazione Angelo Affinita
  • Il New York Times ha dedicato un articolo alla storia di NewHope e ai bellissimi manufatti che vengono prodotti dalle sarte

Come ti dicevo, l’ultima avventura di NewHope ha lasciato una grande emozione nei cuori di tutti.

L’associazione BEAWARENOW, in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia ha dato il via al progetto “A Journey with NewHope” a sostegno delle vittime della tratta.

Le sarte della Cooperativa, insieme alle studentesse del Liceo artistico di San Leucio e alle tirocinanti di Casa Rut hanno creato una collezione di abiti e accessori ispirati al tema del viaggio.

Non più un viaggio di dolore, ma un viaggio di speranza che racconta le storie delle giovani donne che vi hanno partecipato.

Il progetto ha avuto risonanza a livello nazionale ed è stato sostenuto anche dal mondo dell’alta moda. Un nome? Gucci!

Con il progetto “Gucci Up”, che ha l’obiettivo di riutilizzare gli scarti di produzione per sostenere progetti solidali di reinserimento di persone svantaggiate attraverso la formazione professionale, la famosa casa di moda ha donato 4.000 metri di tessuto al progetto “A Journey with NewHope”.

Da questi scarti è nata una collezione davvero eccezionale, che racconta il riscatto di queste donne.

Questa è una bella storia, ma il suo epilogo potrebbe cambiare domani.

Se vuoi che la Cooperativa NewHope continui a crescere e ad aiutare tante giovani migranti, DONA OGGI IL TUO AIUTO!

Hai visto con i tuoi occhi il percorso incredibile di questa iniziativa. C’è solo una ragione per il suo successo: FUNZIONA.

Funziona perché dà alle donne in difficoltà gli strumenti con cui essere libere. La fiducia nelle loro capacità. Il sostegno sociale di cui hanno bisogno.

Funziona perché non crea assistenzialismo, ma una rete d’impresa dove il talento di ognuno viene valorizzato.

Diventa oggi un donatore della Fondazione Affinita e sostieni la Cooperativa NewHope insieme a tanti altri imprenditori. Il tuo contributo è prezioso per far sbocciare queste giovani donne e dare loro la vita che sognano.

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

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