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Come si accoglie il prossimo per diventare una persona migliore - Fondazione Angelo Affinita

Come si accoglie il prossimo per diventare una persona migliore?

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Bisogna accettare il futuro, capire che la globalizzazione ci ha posto delle responsabilità e che questa non è reversibile. Non c’è possibilità di tornare indietro.

Credo in ogni parola di quello che ti sto dicendo e che sempre dico su queste frequenze, su questo sito con cui la nostra Fondazione Angelo Affinita cerca di offrirti un punto di vista “gentile” sul mondo.

C’è una sfida globale che affrontiamo tutti, tutti i giorni.

È quella dell’accoglienza.

Quanti migranti sbarcano sulle nostre coste? Quante donne incinta o con bambini piccoli? Quanti bambini arrivano disperati in cerca di aiuto?

Il problema vero non è tanto di accogliere, ma COME accogliere. Perché spesso la soluzione è un assistenzialismo fine a se stesso. Si donano soldi e risorse senza seguire il percorso di crescita di queste persone.

Che progetto c’è su quelle mamme e su quei bambini?

Io me lo chiedo spesso pensando ai miei figli, pensando al fatto che voglio che si occupino con le proprie forze delle proprie passioni.

Penso a quanto sono fortunati, al fatto che sono nati e cresciuti in una famiglia, in una zona della città, penso che potranno un giorno decidere con le loro teste e camminare finalmente con le loro gambe.

Spesso basta nascere a una latitudine diversa, un po’ più su, un po’ più in giù per avere il proprio futuro segnato.

Ogni anno infatti centinaia e migliaia di figli di uomini e donne coraggiose arrivano sulle nostre coste con mezzi di fortuna.

Stiamo parlando di persone disperate, di donne e bambini, molto spesso neonati, che sono costretti, nel loro paese d’origine, a vivere una vita di stenti e di inimmaginabili ristrettezze economiche.

MOLTO SPESSO DONNE BISOGNOSE CHE HANNO SOLO VOGLIA DI LAVORARE, DI CREARSI UNA DIGNITÀ. E IO PER QUESTO TI CHIEDO: VUOI DAVVERO AIUTARLI?

Noi NON amiamo l’assistenzialismo, questo deve essere chiaro, noi non vogliamo fare vivere e morire queste persone d’assistenzialismo ma VOGLIAMO FORNIRE LORO UN MEZZO PER RIACQUISTARE LA PROPRIA DIGNITÀ.

Per questo io oggi ti parlo di uno dei nostri più bei progetti: Casa di Rut.

Casa di Rut è un progetto delle suore orsoline che ha sede a Caserta. Questo mira a dare una prima accoglienza a queste donne disperate e ai loro bambini, sostenendoli economicamente (con contributi per le rette del nido o per l’affitto della casa, ad esempio) per un periodo che va dai 6 ai 12 mesi.

Casa di Rut ogni anno toglie dalla strada decine e decine di donne costrette al malaffare e alla prostituzione e dona loro la possibilità di poter camminare con le proprie gambe.

Le ragazze imparano un mestiere vero, e Casa Rut le inserisce in un circolo virtuoso che le porterà, nel corso del tempo, ad avere una vera indipendenza economica.

SOLO GRAZIE A QUESTO IMPEGNO E A QUESTA CONTINUA PRESENZA noi possiamo superare l’assistenzialismo. Solo così noi possiamo creare la giusta cultura, LA GIUSTA ARTE DELL’ACCOGLIENZA.

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

Vogliamo provare – INSIEME – a fare la differenza? CLICCA QUI. Si aprirà una pagina dove potrai dare il tuo contributo decisivo per i progetti della Fondazione, scegliere come aiutarci tramite una donazione libera o tramite l’acquisto del libro dedicato ad Angelo Affinita.

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