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Dal carcere minorile ai ristoranti di Dubai: come rinascere grazie a un corso per pizzaiolo

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Oggi voglio raccontarti una storia che sembra quella di un film, ma invece è pura realtà.

Inizia in un quartiere nella periferia di Salerno, si ferma per anni in un carcere minorile e finisce in un grande ristorante di Dubai. Da lì inizia un’altra storia, che ha il sapore della rinascita e…della pizza!

Luigi (nome inventato) è cresciuto in uno dei quartieri più degradati di Salerno. Un padre in carcere, la povertà e la mancanza di alternative lo hanno spinto in una direzione sbagliata. E un giorno, durante una rapina, la polizia lo ha arrestato.

Per Luigi sono iniziati cinque anni di detenzione nel carcere minorile di Airola. Cinque anni dove la vita di un giovane si ferma, mentre il mondo fuori continua ad andare avanti.

Il carcere minorile è per molti giovani un punto di non ritorno. I detenuti fanno parte delle fasce sociali più fragili, molti sono stranieri senza contatti in Italia, così diventa difficile rifarsi una vita. Se non hai alternative, tornare a delinquere sembra l’unica strada possibile.

Ma c’è una soluzione a questo grave problema sociale: combattere il pregiudizio e dare un valore al tempo passato in carcere per far sì che, una volta scontata la pena, i giovani detenuti abbiano strumenti concreti per reintegrarsi.

Strumenti come il corso per diventare pizzaiolo professionista che ha salvato la vita di Luigi e gli ha permesso di trovare lavoro nei migliori ristoranti di Dubai.

Sì, questa è l’ultima tappa della sua storia.

Ora questo ragazzo sta scrivendo una nuova storia, fatta di riscatto sociale, dignità e integrazione. Una storia che lo sta portando a fare carriera e a diventare un portavoce di uno dei prodotti made in Italy di cui andiamo più fieri: la pizza.

Il corso per pizzaiolo è nato dalla collaborazione fra l’Istituto Penale per Minori di Airola, la Fondazione Angelo Affinita e alcuni fra i migliori pizzaioli d’Italia: Marco Amoriello, Anna Iaquinto e Alessandro Vittori.

La prima edizione del corso ha avuto talmente tanto successo che, grazie al supporto di tanti amici imprenditori, la Fondazione ha potuto dare il via alla seconda edizione.

Proprio in questi giorni 8 giovani detenuti sono impegnati nelle verifiche finali del corso, che ha richiesto da parte loro grande impegno e costanza.

Ecco come si è svolto:

  • 292 ore di corso, fra lezioni teoriche e pratiche
  • stage presso la pizzeria “Il Guappo” di Moiano
  • visite guidate presso operatori del settore
  • moduli di orientamento al lavoro
  • test di verifica

Rispetto alla scorsa edizione, le novità di quest’anno sono state l’inserimento di più ore da svolgere all’esterno della struttura penitenziaria e la collaborazione con Adecco.

I nomi dei partecipanti al corso che hanno ottenuto il diploma, infatti, saranno inseriti nella banca dati di Adecco: un ulteriore strumento per facilitare la ricerca di un lavoro una volta usciti dal carcere.

Ti starai chiedendo: questo corso ha davvero cambiato la vita a questi ragazzi? Credo sia giusto lasciar parlare uno di loro:

È stata la prima volta che mi sono veramente impegnato in qualcosa. La pizza napoletana fa parte della nostra tradizione e della nostra vita. Abbiamo davvero visto una prospettiva di vita e di lavoro. Voglio chiudere con il passato, anche per dare un futuro a mio figlio.

Penso non ci sia testimonianza migliore per farti toccare con mano i benefici di questo progetto, che ha davvero il potere di cambiare la vita di questi ragazzi.

Come dice Marco Amoriello, famoso pizzaiolo pluripremiato e titolare del ristorante “Il Guappo” di Moiano:

Nella precedente edizione del corso sono riuscito a dimostrare due cose. La prima è che la socializzazione e il recupero sono sempre possibili; la seconda è che chiunque, anche chi ha sbagliato,  può imparare qualcosa di utile per la vita. Nel nostro caso fare la pizza può dare ai giovani detenuti l’occasione di stare insieme. La volta scorsa è stata un’esperienza unica, bellissima non solo da parte mia, ma anche per loro che hanno conseguito un diploma, grazie alla Fondazione Affinita che ha patrocinato il tutto.

Se sostieni oggi il progetto del corso per pizzaiolo nel carcere minorile di Airola, potrai essere sicuro di una cosa: avrai dato a quei ragazzi i mezzi con cui rifarsi una vita.

Non si tratta di beneficienza fine a se stessa, ma di un AIUTO CONCRETO per far sì che ritrovino la propria dignità e un’alternativa reale alla malavita.

A differenza di molti alti progetti, questo corso non fa assistenzialismo, ma richiede grande impegno da parte dei ragazzi, che imparano il senso della responsabilità, del sacrificio e della costanza, tutti valori necessari per realizzare i propri sogni.

Grazie al tuo contributo, questo progetto potrà arrivare alla terza edizione, perché insieme riusciremo a:

  • finanziare i moduli di orientamento al lavoro e le attività educative
  • acquistare le materie prime necessarie alle parti pratiche del corso
  • acquistare e fare la manutenzione dei macchinari: impastatrici e forni
  • permettere ai ragazzi di partecipare a visite aziendali

Il tuo aiuto è fondamentale per rendere tutto questo possibile.

DONA OGGI e dai a questi ragazzi la possibilità di intraprendere un vero cambiamento, umano e professionale.

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

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Si aprirà una pagina dove potrai dare il tuo contributo decisivo per i progetti della Fondazione, scegliere come aiutarci tramite una donazione libera o tramite l’acquisto del libro dedicato ad Angelo.

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