• La Prima Fondazione Di Imprenditori Che Aiuta Giovani E Bambini In Difficoltà Tramite Il Lavoro E La Formazione

Hai ancora pochi giorni per fare un piccolo miracolo che salverà la vita alle giovani migranti vittime della tratta

  • 0

Il 25 novembre scorso tutto il mondo ha celebrato la Giornata contro la violenza sulle donne. Questa data non è stata scelta a caso.

Lo stesso giorno del 1960, tre sorelle di Santo Domingo – Patria, Minerva e Maria Mirabal – furono catturate dalla milizia del regime di Rafael Trujillo, il dittatore che per 30 anni è stato a capo della Repubblica Dominicana. In seguito vennero torturate e uccise.

Per non dimenticarle, il 25 novembre del 1981 le donne caraibiche organizzarono il primo Incontro Internazionale Femminista, e da allora questa data è diventata il simbolo della lotta contro la violenza, il sopruso e lo sfruttamento delle donne in tutto il mondo e di qualsiasi età.

Ho voluto raccontarti questa storia perché Santo Domingo è l’Europa, è l’Italia, è la città dove vivi anche tu. Non è un posto lontano, come non è lontana da noi la violenza che è accaduta e accade ogni giorno ai danni di bambine e donne. Ti riporto qualche dato davvero scioccante.

  1. Nei primi 10 mesi del 2017 sono state uccise 114 donne. Rispetto al 2015 c’è stato un aumento del 5,6%
  2. Dal 2000 ad oggi, in Italia sono state vittime di omicidio circa 3.000 donne
  3. Dei 7 milioni di donne che hanno dovuto affrontare un uomo violento nella loro vita, il 21% dichiara di aver subito violenza sessuale
  4. Nel traffico di donne destinate alla prostituzione sulle strade italiane, il 30% è di nazionalità nigeriana. La quasi totalità di loro è minorenne

Questi sono dati che colpiscono come un pugno in faccia. Non solo perché ti rendi conto di quanto sia immensa questa emergenza, ma anche perché viene automatico dire: non posso fare nulla. E ti capisco.

Io mi sono detto la stessa cosa. E mi sono chiesto: cosa posso fare io per combattere questa violenza cieca contro donne e bambine? Come posso aiutare le giovani nigeriane a liberarsi dalle catene della tratta e ad avere un futuro da donne libere?

Io, DA SOLO, che strumenti ho per lottare contro tutto questo?

Poi è successa una cosa. Ho dato un volto a questi numeri e ho capito che non potevo stare a guardare. Questo volto è quello di Susan.

Susan, che ha lasciato la sua famiglia in Nigeria a 18 anni per cercare un lavoro che le permettesse di sfamare sua madre e i suoi fratellini.

Con la promessa di una buona opportunità di lavoro, si imbarca nell’odissea del viaggio verso la Libia, per poi attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Italia. Durante il viaggio, Susan viene picchiata e violentata ripetutamente, per mesi. Un calvario che la uccide dentro.

Sul barcone diretto a Lampedusa, Susan trova un briciolo di coraggio pensando che è finita. In Italia potrà finalmente rifarsi una vita e dare un futuro alla sua famiglia. Ma una volta arrivata, quello che la aspetta è una strada ben diversa.

La donna che le aveva promesso un lavoro e una nuova vita la costringe invece a vendere il suo corpo. Scopre di avere un debito di 60.000 euro, che dovrà ripagare in anni di prostituzione. In strada. Lei, che porta in grembo un figlio nato dalle violenze subite in Libia.

Quel figlio è tutto quello che le rimane di puro e buono, e Susan lo vuole proteggere a tutti i costi. Così, una notte, prende coraggio e fugge verso una casa a Caserta. È guidata da una suorina minuta, ma con un coraggio da leone: Suor Rita Giaretta. E la casa, è Casa Rut.

Qui Susan dà alla luce il suo bambino e inizia un percorso di rinascita fatto di amore, accoglienza e soprattutto di LAVORO. Suor Rita infatti crede che nessun assistenzialismo possa ridare davvero a chi ha bisogno gli strumenti con cui camminare con le proprie gambe.

E da questo momento, la vita di Susan cambia per sempre, grazie a un progetto che si chiama Cooperativa NewHope, e che ha bisogno di me, DI TE, per compiere un piccolo miracolo.

Nella Cooperativa NewHope, le ragazze come Susan imparano i segreti della sartoria in un vero e proprio laboratorio. Qui confezionano splendide borse, biancheria per la casa e altri manufatti con stoffe africane coloratissime. E sai cosa vuol dire tutto questo?

Che hanno un’opportunità concreta di creare qualcosa di bello e vivere la loro vita da donne e madri libere.

Tu puoi combattere la tratta e la violenza sulle donne con un clic. Sì, basta davvero così poco. E anche se ti avranno detto milioni di volte che il mare è fatto di gocce, io te lo ripeto. Perché è davvero così! Insieme possiamo fare la differenza e dare un futuro a Susan.

Questo Natale hai la possibilità di fare un piccolo miracolo, insieme a tutti gli amici della Fondazione Angelo Affinita.

Acquistando una delle confezioni natalizie della Cooperativa NewHope, aderirai all’iniziativa Traffichiamo Speranza – Diciamo NO alla tratta.

È un progetto creato e organizzato dalle tessitrici di nuove speranze di Casa Rut, che vogliono in questo modo informare le persone sulla grave emergenza che accade ogni giorno sulle strade italiane e sostenere le lavoratrici della Cooperativa.

Acquista le splendide confezioni natalizie nel negozio in Via Kennedy 19 a Caserta, oppure nello store online sul sito www.coop-newhope.it.

Se anche tu credi nel potere delle seconde possibilità e vuoi far parte di una vera impresa sociale, combatti insieme a me e agli amici della Fondazione Affinita. La tratta è una battaglia che possiamo vincere INSIEME! 

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

Vogliamo provare – INSIEME – a fare la differenza? CLICCA QUI.

Si aprirà una pagina dove potrai dare il tuo contributo decisivo per i progetti della Fondazione, scegliere come aiutarci tramite una donazione libera o tramite l’acquisto del libro dedicato ad Angelo.

Se sei un imprenditore, troverai anche l’opportunità di essere contattato direttamente dalla Fondazione e scoprire come fare crescere la tua azienda aiutando il prossimo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.