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Quando giocare con le emozioni è una buona idea: la testimonianza di un’insegnante coinvolta nel progetto Mammut a Scampia

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Non piangere, non ridere troppo forte, non mettere il muso.

Quante volte ti hanno rimproverato per aver mostrato le tue emozioni da piccolo?

Poi sei cresciuto, ma le cose non sono cambiate. Ti hanno detto che le emozioni non vanno mostrate in pubblico, perché se poi il pubblico le vede diventi “emotivo”, e questo non va bene.

“Emotivo” fa rima con “piagnucolone”, “debole” e anche un po’ “tonto” a volte. Nessuno vuole essere visto debole, men che meno in una società che premia la prepotenza e l’arroganza.

Questo è un bel problema, soprattutto se rivolgiamo lo sguardo ai più piccoli. Lo è ancora di più in un quartiere difficile come Scampia, dove tanti bambini vivono in situazioni famigliari di profondo disagio sociale ed economico.

Molti di questi bambini sono costretti ad affrontare situazioni molto più grandi della loro età. Genitori in prigione, povertà, a volte anche abusi. Prova a immaginare tutto questo dolore concentrato in una sfera.

Ora immagina che questa sfera sia tenuta chiusa in una scatola, dentro di loro, e che non la facciano uscire perché non sanno come esprimere le proprie emozioni. Che adulti saranno? Che futuro ci potrà essere per loro?

Queste sono le stesse domande che si è posta Elvira Quagliarella, un’insegnante della Scuola elementare Virgilio IV di Scampia.

Elvira, come tanti altri insegnanti del quartiere, da qualche tempo collabora con il Centro Territoriale Mammut, l’associazione che da anni offre ai bambini di Scampia un luogo di aggregazione dove poter imparare attraverso lo studio e il gioco.

C’è altro. Il Mammut è anche un centro per le famiglie di tutta la comunità, e grazie a iniziative culturali e artistiche sta liberando le aree più degradate di Scampia dalla malavita per ridarle in mano ai suoi abitanti.

Ora, devi sapere che fra le tante attività del Mammut ci sono diverse forme di collaborazione con le scuole della zona, che spesso si trovano in condizioni di grande difficoltà e abbandono da parte delle istituzioni.

Senza istruzione non c’è libertà. Senza la scuola il futuro di tanti bambini sarebbe un futuro governato dal crimine e dalla violenza.

È facile capire perché il Centro Territoriale Mammut abbia voluto concentrare tante energie sul creare un metodo di insegnamento efficace per comunicare con questi bambini, in collaborazione con gli insegnanti.

Un metodo basato sull’ascolto, non sul giudizio. Un metodo che invita gli studenti a comunicare le proprie emozioni, invece di nasconderle e trasformarle in rabbia.

Elvira ci ha dato una bellissima testimonianza del suo lavoro, e vorrei condividerla con te.

Vorrei farti capire quanti benefici concreti sta portando il Mammut a Scampia, e quanto bene può portare anche al di fuori di questo quartiere.

Elvira ha deciso di intraprendere un percorso di didattica emozionale in stile Mammut con i bambini di seconda elementare. Una classe difficile, con molti studenti problematici.

Fra le varie attività ci sono state letture, una piccola produzione teatrale, cerchi di condivisione e dialogo, gite educative e laboratori artistici per imparare a esprimere le proprie emozioni con i colori.

Niente lezioni tradizionali e aride, ma attività coinvolgenti che spingevano i bambini ad attivarsi.

I risultati sono stati incredibili:

  1. La noia (molti bambini si addormentavano in classe) ha lasciato il posto a partecipazione attiva e interesse
  2. Le assenze si sono ridotte in modo drastico e i bambini partecipano con entusiasmo alle lezioni e alle gite
  3. Lo stato d’animo dei bambini si è modificato: niente rabbia e tristezza, ma più abbracci e sorrisi
  4. Grazie alla creazione di una “Sala delle emozioni” i bambini comunicano di più, anche in modo non verbale
  5. Lo stato di salute psicofisico dei bambini, anche di quelli affetti da grave disabilità, è migliorato
  6. L’aula non è più percepita come una prigione, ma come uno spazio di libertà dove i bambini possono esprimersi
  7. Le capacità cognitive e l’attenzione dei bambini sono migliorate
  8. I docenti hanno migliorato le proprie capacità comunicative e relazionali
  9. La scuola del dominio e del giudizio ha lasciato il posto alla scuola della libertà, anche emotiva

In altre parole: il Centro Territoriale Mammut, e con esso gli insegnanti come Elvira, sta dando  un’opportunità di crescita concreta ai bambini di Scampia, per poter costruire domani la vita che sognano.

La Fondazione Angelo Affinita sostiene da tempo il Centro Territoriale Mammut, e grazie all’aiuto di tanti imprenditori è riuscita a donare ai volontari dell’associazione il MammutBus.

Il MammutBus è un camper adibito a ludoteca, che si muove per le strade del quartiere (ma anche in altre zone periferiche di città italiane) e le trasforma in luoghi dove imparare giocando.

Per i bambini questo ludobus rappresenta un’alternativa concreta alla vita di strada, alle ore perse in solitudine o in compagnie sbagliate. È uno strumento fondamentale per la loro crescita e per avere domani tutte le opportunità che meritano.

Questo è un progetto di cui andare davvero fieri, perché salvaguarda il futuro dei bambini.

Cosa aspetti a salire a bordo?

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

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