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Risvegliamoci in cortile il flash mob dei bambini che rivoluziona le scuole italiane, a partire da Scampia Centro Territoriale Mammut - Fondazione Angelo Affinita

Risvegliamoci in cortile: il flash mob dei bambini che rivoluziona le scuole italiane, a partire da Scampia

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Ti ho già parlato molte volte dei ragazzi di Scampia e della bella speranza rappresentata dal Centro territoriale Mammut.

Come sai la Fondazione Angelo Affinita ha deciso di intervenire a Napoli, a Scampia, nella nostra regione, la Campania. Ha deciso di intervenire vicino alle nostre case. Per questo ci serve il tuo contributo, e il contributo di tutti quelli che come me e come te credono che per fare il bene bisogna essere illuminati.

Scampia vive grazie ai suoi meravigliosi ragazzi. Vive grazie a tutti quelli che gli vogliono bene, che cercano di migliorare la socialità di un quartiere bello e complicato come quello. Per questa ragione è nato il Mammutbus, grazie al Centro Territoriale Mammut.

Il Mammutbus è un progetto dedicato ai bambini napoletani, per favorire lo scambio e l’integrazione fra più quartieri attraverso il gioco. È un Ludobus, un autobus che trasporta giochi e tutto il necessario per feste di piazza e percorsi formativi. Così, con il gioco, ci proponiamo di insegnare ai bambini una via di sviluppo diversa. Partendo dalla strada, rendendola un luogo di festa e formazione.

Credo moltissimo in questo progetto proprio per l’ambizione che negli anni il centro territoriale Mammut ha dimostrato di possedere. Così è arrivato a più scuole possibili, a più bambini possibili.

Così ti comunico una bella novità:

il 27 aprile alle ore 11,00 le scuole che condividono la filosofia della campagna “Risvegliamoci in cortile”, del Centro Mammut, sono scese in cortile con un flash mob collettivo. Gioco spontaneo o della tradizione popolare, orto o osservazione scientifica, merenda all’aperto o teatro…

Ognuno nel cortile della propria scuola e nel modo più congeniale per agire l’obiettivo: una mezz’ora d’aria non fa male a nessuno!!!

L’invito è rivolto a tutte le scuole di Napoli e del resto d’Italia, e vuole provare almeno per una mezz’ora a fare familiarizzare i bambini con i propri spazi aperti e con le proprie attitudini. Per affrontare in modo diverso la scuola.

In molti hanno dato il proprio sostegno, avendo assicurato la partecipazione al flash mob scuole storicamente afferenti alla pedagogia attiva come le classi del Michelangelo-Ilioneo di Bagnoli, oltre a quelle dell’area nord di Napoli, da molti anni promotrici con il Mammut di un modo nuovo di fare didattica.

Ma hanno partecipato anche scuole di Pistoia o con la scuola di italiano L2 per richiedenti asilo “Caleidos Cooperativa” di Modena, a dimostrazione del fatto che la necessità di una scuola di nuovo capace di farsi del bene è davvero trasversale e urgente.

Ma che cos’è la campagna “Risvegliamoci in cortile”?

Risvegliamoci in cortile è una campagna promossa dal Centro Territoriale Mammut e dalla sua rivista “Il Barrito dei Piccoli”.

La campagna ha lo scopo di spronare le scuole di ogni ordine e grado all’utilizzo di cortili e giardini interni, permettendo così ai bambini di trascorrere almeno una mezz’ora al giorno all’aria aperta.

Il Centro territoriale chiama a raccolta insegnanti e educatori che ancora credono in una scuola basata su esperienza diretta, contatto con la natura, interesse e capacità di apprendimento autonomo del bambino.

“Quasi tutte le scuole hanno uno spazio aperto al proprio interno, eppure la maggior parte di questi ambienti rimane inutilizzato o destinato a altro (a parcheggio per esempio)” sostengono gli organizzatori della campagna. “Per paura che qualcuno possa farsi male oggi è stato quasi azzerato il rischio che ci si possa fare bene” concludono, richiamando la lezione di maestri come Montessori e Freinet.

Da qui l’invito a risvegliarsi in cortile, uscendo dal lungo letargo in cui paura, burocrazie e tecnicismi avrebbero ridotto la nostra scuola negli ultimi cinquant’anni.

Un piccolo obiettivo per ricominciare a costruire una scuola da cui nessuno abbia più voglia di fuggire.

Non è un bel progetto da condividere?

Angelo Affinita diceva sempre “È l’uomo che fa la differenza”.

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